• Catalogo mostra Post-ornamento, testo a cura di Alberto Zanchetta, n. pagine 46
  • Still Life, mixed media on canvas, 80x60 cm., 2016
  • Catalogo mostra Post-ornamento, testo a cura di Alberto Zanchetta, n. pagine 46

  • Still Life, mixed media on canvas, 80x60 cm., 2016

  • Catalogo mostra Post-ornamento, testo a cura di Alberto Zanchetta, n. pagine 46
  • Still Life, mixed media on canvas, 80x60 cm., 2016

Michael Rotondi

Post-ornamento

10 novembre - 20 dicembre 2016

Area/B

A cura di Alberto Zanchetta

Con oltre venti opere – tra tecniche miste su tela, su carta e su tessuti non intelaiati – la galleria Area B di Milano presenta dall’11 novembre al 20 dicembre 2016 il nuovo ciclo di lavori di Michael Rotondi (1977).Curata da Alberto Zanchetta, la personale “Post-ornamento” propone un ritorno alla natura inteso come rivincita della semplicità, una sorta di “decrescita felice”, o “festosa” come preferisce definirla l’artista, della pittura che torna ad uno dei suoi temi più classici: quello della natura mortaUn riscatto che viene riscosso senza traumi o azioni aggressive, ma tutto sul piano iconografico restituendo all’aspetto decorativo e all’ornamento, parti spesso marginali e di puro abbellimento, il ruolo di protagonista dell’opera. Un’arte fatta di rimandi, che non attinge alla realtà, ma all’arte stessa: le immagini di Rotondi nascono da altre immagini.Ispirandosi alle figure floreali di antichi erbari e stampe medievali, l’artista sperimenta fino ad approdare ad un linguaggio che, a partire dall’iconografia antica, mescola suggestioni contemporanee provenienti dal mondo della musica, dall’universo della street art, dell’illustrazione indipendente e dell’immaginario punk, indie e pop, con incursioni sia nella cultura “alta” che popolare.Una ricerca che giunge, in alcuni casi, a perdere il suo figurativismo e a sfociare nell’astratto dando vita a una concezione di natura morta del tutto nuova. Influenzato dal Beuys di Difesa alla Natura, azione del 1984, che incoraggiava una riconciliazione con l’elemento naturale, ma anche dall’idea sempre beuysiana di una funzione sociale dell’arte, per Michael Rotondi l’arte è prima di tutto “bene comune, sociale e pubblico”. Per questo motivo all’interno dei suoi lavori si ritrovano sempre elementi che, oltre a provenire da suoi ricordi personali e da immagini legate alla sua biografia, attingono alla memoria collettiva, a un immaginario che appartiene a tutti.Le opere dell’artista, barese di nascita e livornese d’adozione, sono “bene pubblico” anche perché, talvolta, frutto dell’intervento di più mani. Se in passato Rotondi ha infatti invitato più volte altri artisti ad agire insieme a lui sui suoi lavori, in questa occasione la richiesta è stata inoltrata al curatore Zanchetta che in fase di allestimento negli spazi della galleria Area B sarà libero di intervenire sulle opere e assemblarle anche secoondo la propria interpretazione.