• Mina al primo giorno di scuola di suo figlio (Lugano), 1970. Vintage, stampa ai sali d'argento (20x30 cm)
  • Fabrizio De André (Genova), 1969. Stampa ai sali d'argento (40x40 cm)
  • Ornella Vanoni con abito creato da Marina Lante Della Rovere (Roma), 1970. Vintage, stampa ai sali d'argento (24x18 cm)
  • Adriano Celentano Festival di Sanremo,1970. Stampa ai sali d'argento (24x30 cm)
  • Mina al primo giorno di scuola di suo figlio (Lugano), 1970. Vintage, stampa ai sali d'argento (20x30 cm)

  • Fabrizio De André (Genova), 1969. Stampa ai sali d'argento (40x40 cm)

  • Ornella Vanoni con abito creato da Marina Lante Della Rovere (Roma), 1970. Vintage, stampa ai sali d'argento (24x18 cm)

  • Adriano Celentano Festival di Sanremo,1970. Stampa ai sali d'argento (24x30 cm)

  • Mina al primo giorno di scuola di suo figlio (Lugano), 1970. Vintage, stampa ai sali d'argento (20x30 cm)
  • Fabrizio De André (Genova), 1969. Stampa ai sali d'argento (40x40 cm)
  • Ornella Vanoni con abito creato da Marina Lante Della Rovere (Roma), 1970. Vintage, stampa ai sali d'argento (24x18 cm)
  • Adriano Celentano Festival di Sanremo,1970. Stampa ai sali d'argento (24x30 cm)

 
Mimmo Dabbrescia. Il tempo dell’incontro
a cura di Giovanna Calvenzi
27 novembre 2026 - 17 febbraio 2027
Opening giovedì 26 novembre, ore 18.30

 

 

Dal 27 novembre 2026 al 17 febbraio 2027, la galleria Area\B di Milano presenta la mostra “Mimmo Dabbrescia. Il tempo dell’incontro”, a cura di Giovanna Calvenzi. L’esposizione riunisce circa sessanta fotografie, tra cui alcune inedite, in un percorso che attraversa decenni di sguardi, relazioni e attimi condivisi, restituendo una geografia di incontri con alcune delle figure più iconiche della cultura del Novecento: dagli artisti Salvador Dalí, Giorgio de Chirico, Michelangelo Pistoletto e Renato Guttuso ai grandi protagonisti della musica e dello spettacolo, da Mina a Lucio Battisti, Fabrizio De André, Enzo Jannacci, Adriano Celentano, Massimo Ranieri, Raffaella Carrà e Mike Bongiorno, fino ai volti del cinema come Claudia Cardinale, Federico Fellini, Clint Eastwood e Henry Fonda. Il titolo allude alla dimensione sospesa e rivelatrice dell’incontro, fulcro della ricerca di Dabbrescia, che nelle sue immagini trasforma la fotografia in un luogo di prossimità e ascolto. 

La pratica di Dabbrescia (Barletta, 8 gennaio 1938) nasce nel fotogiornalismo degli anni Cinquanta, quando, appena ventenne, diventa il più giovane fotoreporter del Corriere della sera. Per il giornale, ma anche per La domenica del corriere e per il nascente settimanale Amica, viaggia in diversi Paesi e realizza numerosi reportage. Nell’ottobre del 1963 apre una propria agenzia fotogiornalistica, continuando a collaborare con le principali testate italiane iniziando a costruire un archivio che oggi conta circa 800.000 immagini. Entra nel mondo della musica, diventando un collaboratore fisso di Sorrisi e canzoni, il più importante settimanale del settore. È in breve il fotografo di riferimento di molte case discografiche e, alla fine degli anni Sessanta, si avvicina al mondo dell’arte.

La mostra ripercorre questa lunga e straordinaria carriera attraverso ritratti e reportage che testimoniano un modo di fotografare fondato sulla capacità di riconoscere l’attimo e di andare oltre l’immagine pubblica dei protagonisti, cercandone il lato più intimo, quotidiano e meno conosciuto. Musicisti, attori, scrittori e pittori sono colti in momenti privati e di naturalezza, spesso nel loro ambiente o durante il processo creativo. È proprio nella dimensione dell’incontro che Dabbrescia trova la chiave per restituire una presenza autentica, lontana dalla posa e dall’immagine ufficiale.

Un mosaico di volti e situazioni che restituisce così la capacità del fotografo di cogliere la verità dei suoi soggetti, sempre osservati con uno sguardo partecipe e discreto, capace di trasformare il ritratto in una forma di relazione.

Accompagna la mostra un catalogo edito da VanillaEdizioni, con un racconto della sceneggiatrice e regista Marina Spada