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  • Veduta mostra "Eventi profondi in superficie"

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Massimiliano Zaffino. Eventi profondi in superficie

a cura di Ivan Quaroni

Milano, galleria Area\B

27 settembre – 22 novembre 2021

Opening: sabato 25 settembre, ore 11-21, su invito

Sono luoghi immaginari ma plausibili, paesaggi bizzarri ma verosimili, quelli che la galleria Area\B di Milano presenta nella personale “Massimiliano Zaffino. Eventi profondi in superficie”, a cura di Ivan Quaroni. Dal 27 settembre al 9 novembre 2021, un corpus di circa quindici opere inedite oli su tela e collage – realizzato tra il 2018 e il 2021, pone il pubblico alla presenza di una realtà quietamente stravolta, rappresentata da fenomeni fisici e climatici del tutto singolari, con i quali dovremo probabilmente imparare a convivere in un futuro prossimo. Nei paesaggi familiari di Zaffino, dove l’umanità è impegnata in attività di svago e di relax, irrompono inaspettati effetti atmosferici: eruzioni vulcaniche, distorsioni magnetiche, bizzarri fenomeni di rifrazione della luce, vortici fluidi e prodigiose levitazioni che non hanno nulla di apocalittico.

La destabilizzazione della realtà sembra, infatti, normalizzata. Caos e disequilibrio fanno parte della quotidianità, sono fenomeni naturali. Si tratti di dipinti o di collage, al centro della ricerca visiva di Massimiliano Zaffino c’è il paesaggio inteso non come documentazione di luoghi reali, ma come costruzione di mondi possibili. Gli scenari rappresentati dall’artista sono immaginari, ma esplorabili e percorribili dallo sguardo proprio in ragione della loro plausibilità. Per ottenere tale effetto di straniamento, alla base del suo lavoro c’è il rapporto tra la fotografia e il dipinto, tra la tecnica del fotomontaggio e la pratica pittorica. Il progetto dei dipinti nasce, quindi, da una composizione fotografica tra luoghi diversi, punti di vista, prospettive e geografie differenti che poi la pittura ricongiunge in una forma con una sua riconoscibile coerenza. Il quieto stravolgimento della realtà nei paesaggi di Zaffino – spiega il curatore – non è unicamente il prodotto di un’indagine formale ed estetica sulle potenzialità combinatorie dell’arte attraverso la logica del collage fotografico applicato alla pittura, ma può essere interpretato come la premonitoria rappresentazione di un futuro più che prossimo in cui sarà normale ciò che oggi ci appare straordinario”.

La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Vanillaedizioni, con testo critico di Ivan Quaroni.